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pace senza sosta
maria ha scritto:
continua la staffetta di digiuno nella roulotte nei pressi di Viale Ferrarin, il viale di accesso al cantiere della nuova base militare.
Vicenza, 5 settembre 2009
Mercoledì due settembre don Albino Bizzotto ha dato conclusione alla sua azione di digiuno proseguita per quattordici giorni nei pressi dell’aeroporto Dal Molin.
Stiamo dando continuità a questa testimonianza con un digiuno a staffetta, anche in vista della “Marcia mondiale per la Pace e la Nonviolenza” che farà la sua tappa a Vicenza domenica 8 novembre 2009.
Le finalità di questa iniziativa nonviolenta sono:
mantenere viva l’attenzione sul problema della costruzione della base USA del Dal Molin;
denunciare il mancato rispetto delle normative vigenti, in particolare per quel che riguarda le norme di salvaguardia ambientale e di sicurezza dei cittadini e la militarizzazione crescente di Vicenza;
rilanciare i valori della Pace, della Non-violenza e della convivenza civile;
chiedere il rispetto della Costituzione.
Invitiamo a partecipare attivamente a questa iniziativa democratica nelle forme che ognuno troverà più adatte:
digiunando per uno o più giorni presso la roulotte, notte compresa;
appoggiando l’iniziativa con azioni di informazione e diffusione e/o con un digiuno presso la propria abitazione (comunicando la propria adesione)
Invitiamo i giornalisti a partecipare alla conferenza stampa che si terrà mercoledì 9 settembre alle ore 12,00, presso la roulotte sulla rotatoria di Viale Ferrarin.
Gruppo Digiuno per la Pace
Info:
digiunoepace@interfree.it
cell.333 3410606
Vicenza, 9 settembre 2009 – rotatoria di viale Ferrarin
Il digiuno di don Albino continua con la presenza dei cittadini che amano la loro città.
• Di fonte ai camion carichi di pali lunghissimi che entrano quotidianamente nell’aeroporto, al via vai di numerose betoniere, alle spese spaventose che comportano;
• Nella rassegnazione e sensazione di impotenza di tante persone, consapevoli dell’inutilità dello scontro frontale contro forze disumane;
• Poniamo un gesto debole, ma potente nel suo significato;
• Il digiuno non è “contro” qualcuno, ma è: condivisione con chi digiuna non per scelta ma per forza; con chi tenta di venire nei nostri paesi ricchi per mangiare e per fuggire dalle situazioni di morte che noi abbiamo provocato;
• E’ un messaggio/richiamo verso chi non ha ascoltato la città, che si è sentita tradita ed abbandonata dalle istituzioni;
• E’ partecipazione e solidarietà coi cittadini di Vicenza che hanno espresso, per la prima volta in Italia, il loro parere negativo sulla nuova struttura di guerra;
• In un tempo in tutti gli strumenti legali per fermare la mostruosità di una nuova base militare americana sono stati ostacolati e bocciati; in un mondo strapieno di basi militari americane ed in una città occupata massicciamente da tale presenza militare; ci rimane questo strumento paradossale, forse l’ultimo, per porre l’attenzione di tutti su quello che si sta facendo alla città di Vicenza. E’ lo strumento adottato da chi si prende cura delle persone nei momenti estremi, quando sembra non ci sia più nulla da fare, quando c’è rassegnazione e stanchezza in molti.
Perchè digiunare?
Manca il dialogo. Su certi argomenti non ci si può confrontare e discutere: mutismo, silenzio pesante, ognuno con le sue idee intoccabili.
Manca l’accoglienza. C’è paura, pregiudizio, intolleranza. Muri ostili, sguardi diffidenti e cattivi.
Centri di accoglienza come carceri, respingimenti colpevoli verso sofferenze note ma ignorate.
Manca la pace. Se c’è, è armata... Si prepara soltanto la guerra. Non c’è fronte, la guerra è dappertutto. Guerra per il petrolio, l’acqua, l’uranio, la droga, il terrorismo, i rifiuti. Pretesti per trarre denaro dall’orrore. Fiumi di sofferenza e di sangue che si cambiano in oro nelle tasche di chi si da ragione con la forza.
Manca il lavoro. Fabbriche emigrano per spendere meno e guadagnare di più. Uomini, donne, giovani, famiglie impotenti travolte dalla crisi. Nemmeno più gli stati comandano.
Il potere del dio denaro governa su tutti: avere fino a morire d’indigestione e peggio per chi non ha...
Manca la trasparenza. Si dice ciò che è utile, che fa guadagnare consensi, che porta a casa soldi.
Mai ciò che si pensa veramente. Che cos’è la verità?
Manca il servizio,la disponibilità a renderlo. Anche da parte di quelli che un tempo erano chiamati servizi pubblici. E’ la gente a servizio dei servizi. Nessuno si mette più a servizio di nessuno se non finchè conviene.
A nessuno per fortuna qui manca il cibo. Anche chi dice di avere fame non sa spesso la fame cos’è.
A non mangiare, comunque, si sta male. “ A nessuno piace digiunare ” dice Don Albino.
Allora perchè digiunare? Per dire che c’è qualcosa che non funziona. Se senza cibo soffriamo, e a lungo andare si muore, perchè non ci accorgiamo che stiamo morendo dentro? Nella mente, nello spirito, nel cuore: ci mancano il dialogo, l’accoglienza, la pace, il lavoro, la trasparenza, il servizio.
Stiamo morendo con la pancia piena e nemmeno ci fa male, non ci accorgiamo che sta morendo la speranza nella giustizia.
>I preti che aderiscono al Digiuno per la Pace
Vicenza 9 settembre 2009
DIGIUNARE OGGI A VICENZA
Noi digiuniamo, e non solo in Quaresima, come avviene nella tradizione cristiana. Digiuniamo oggi - consapevoli della differenza tra il nostro digiuno e quello di chi ad esso è costretto a causa della fame e del militarismo che toglie risorse ai miseri - per dire, anche con il corpo e in questo modo, il nostro no ai processi di morte che stanno coinvolgendo, ancor di più, la nostra città, già attorniata e attraversata da basi di guerra, cioè basi di morte.
Digiuniamo perché attendiamo il Regno di giustizia e di pace, promesso da Dio e compito di ogni uomo convertito a Lui e alla Sua Parola: “Verranno i giorni in cui digiuneranno” disse il Signore (Mt 9,15).
Questi sono i giorni del digiuno. Del digiuno per la venuta del Regno. Del digiuno nonviolento, che, da mezzo di purificazione e di crescita personale, diventa strumento di lotta. Come abbiamo imparato dai nostri maestri: Gesù Cristo, Gandhi, Martin Luther King, e altri.
Non è la prima volta che lo facciamo. Anzi, lo abbiamo sempre fatto (non è da ora che la testimonianza alla pace viene offerta a Vicenza): nei giorni dal 6 al 9 agosto di ogni anno, spesso davanti alle Basi militari di Longare (Vi) o di Aviano (Pn), insieme al movimento “Beati i costruttori di Pace” che ne fu promotore fin dal 1986; nei venerdì di Quaresima e in altri periodi dell'anno, in concomitanza con eventi di morte che coinvolgevano l'umanità (una nuova guerra, un'antica repressione, e così via), abbiamo fatto giornate di digiuno e “Ore di silenzio” in Piazza dei Signori o davanti alle Basi militari che circondano Vicenza (l'ultima di queste iniziative ci ha visto riuniti, con i laici del “Coordinamento dei cristiani per la pace di Vicenza”, nei venerdì di Quaresima di quest'anno).
Digiuniamo in comunione con tutti gli obiettori di coscienza agli eserciti e alle guerre, memori delle parole di questo sacerdote italiano: “Oggi che la guerra è diventata un sistema di distruzione anonima e di massacro generalizzato non vi è alcuna distinzione fondamentale tra aggressione e difesa. Di conseguenza il rifiuto del servizio militare è un dovere obiettivo per ogni cristiano che voglia essere fedele a Cristo e consapevole della criminale assurdità della guerra.” (Don Luigi Sturzo)
Ai nostri fratelli nella fede e, in particolare, ai nostri fratelli nel ministero pastorale, vorremmo ricordare le parole di un pastore che ha “dato la sua vita per le pecorelle”: “... ricordatevi: i simboli della Chiesa cristiana sono sempre stati il leone, l’agnello, la colomba e il pesce, ma mai il camaleonte! E ricordate anche questo: la Chiesa è il popolo che Dio si è scelto, ma coloro che sono scelti saranno riconosciuti in base alle loro scelte” (Kaj Munk, pastore protestante che ha resistito contro Hitler ed ha aiutato i danesi alla resistenza. Fu catturato e ucciso nel 1944).
don Maurizio Mazzetto, parroco
8 settembre 2009, Festa Diocesana della Natività di Maria
I “BEATI COSTRUTTORI DI PACE” di Trieste hanno iniziato un digiuno a staffetta per opporsi alla costruzione della base militare USA “Dal Molin” di Vicenza.
Don Albino Bizzotto, storico leader del Movimento, ha digiunato fino al limite delle proprie possibilità di restare cosciente, sospendendo la protesta dopo 14 giorni di sola acqua.
A Vicenza ed in altre città, come la nostra Trieste, altri volontari hanno deciso di mantenere viva la fiaccola della speranza, riaccesa da don Albino, raccogliendo il suo testimone e decidendo di fare un prolungato digiuno a staffetta.
Il nostro sarà un digiuno a tempo indeterminato, che intende resistere (una resistenza nel segno dell’amore) almeno fino al giorno 8 novembre, quando una marcia internazionale per la pace e la non violenza, passando prima per Trieste, raggiungerà la città di Vicenza.
Se don Albino, nella sua protesta, ha dovuto interrompere il digiuno, la sua eco non è rimasta ignorata: nella città del Palladio, come in altre realtà, il dibattito sui grandi temi della pace, della non violenza, della corsa al riarmo sta accendendo gli animi e dividendo le coscienze.
Cresce la consapevolezza che la devastante corsa agli armamenti può essere arrestata e subire una radicale inversione di tendenza solo se altre fiaccole si accenderanno in altre città per diffondere ovunque il seme della non violenza, del dialogo, dell’incontro di civiltà.
Per questo motivo noi, “Beati Costruttori di Pace” di Trieste intendiamo proseguire nella scelta di un digiuno a staffetta a tempo indeterminato, consapevoli che esso si pone come un significativo mezzo di preghiera:
un grido che solo i poveri possono levare a Dio, perché espressione di tutta la loro debolezza, ma anche della loro forza;
un grido che fa sentire nella nostra carne i limiti e la fatica di ogni ora che passa;
un grido silenzioso di chi non ha altri mezzi per far sentire la propria voce.
Nel riproporre settimanalmente il digiuno, chiediamo di non mettere vincoli alle possibilità di partecipazione e ricordiamo che molti possono essere i segni di pace e penitenza: al digiuno fisico si possono aggiungere il digiuno televisivo, quello informatico, quello telefonico, i gesti di pace e di riconciliazione che fanno fatica a trovare spazio nel nostro cuore.
Infiniti possono essere i suggerimenti che il nostro gruppo è disposto a condividere con quanti amano la pace e si impegnano a costruirla con incrollabile fiducia che
“DIO E’ PIU’ GRANDE DEL NOSTRO CUORE…
E NON DOBBIAMO AVERE PAURA” (Giovanni Paolo II)
I “Beati Costruttori di Pace” di Trieste
Marina Spaccini
Giorgio Pellis
fr. Antonio M. Santini
Libera Squeri
Fabio Battellini
Walter Banco
Liliana Banco
Don Mario Vatta
von: maria Datum: Donnerstag 01 Oktober 2009 - 06:58Da lunedì 28 settembre a venerdì 2 ottobre compreso, don Antonio Uderzo digiuna presso il camper parcheggiato al semaforo del Villaggio del Sole.
La sera, dalle 20,30 alle 21,00 conduce un momento di Preghiera e Ascolto della Parola.
von: maria Datum: Freitag 02 Oktober 2009 - 22:45PENSIERI SUL DIGIUNO
di don Antonio Uderzo, sacerdote diocesano dal 1969, addetto alla chiesa di Araceli. Prete operaio dal 1978. Dal 1988 lavora nella cooperativa sociale “Città Solidale”. Vive in una comunità alloggio con 6 ospiti disabili psichici, a Bolzano Vicentino.
In digiuno a sola acqua dal 28/09/09 mattina al 02/10/09 sera.
Al termine della sua testimonianza di digiuno ci ha trasmesso così le sue riflessioni:
Mia prima esperienza: la considero molto importante sia dal punto di vista personale che dal punto di vista sociale/relazionale.
1) la posizione: il camper della Pace presso un incrocio cittadino frequentatissimo, con semaforo, rumori, polvere 24 ore si 24, mescolati a insulti e saluti di approvazione.
2) le persone: passanti indifferenti, automobilisti, tante mamme con bambini e giovani per gli allenamenti nel campo adiacente, nessuna domanda. Il mondo intorno corre, non ha tempo.
3) senso di inutilità: solitudine, vuoto interiore e di cibo, debolezza del corpo, esperienza di dono, di sacrificio: un prezzo da pagare per la pace.
4) molti amici e simpatizzanti: tanta attenzione e cura per chi digiuna; dialoghi con il giovane cassintegrato, i pensionati, le donne.
5) la preghiera della sera: momento vivo, caldo, partecipato, espressione di un grande amore per la città.
Dalla preghiera della sera con le letture della liturgia del giorno comunico le perle preziose piovute proprio dal cielo:
1° giorno: dal profeta Zaccaria
“ Gerusalemme sarà chiamata Città fedele; i vecchi e le vecchie siederanno ancora nelle piazze, ognuno con il bastone in mano per la loro longevità; le piazze della città formicoleranno di fanciulli e di fanciulle che giocheranno sulle sue piazze. Se questo sembra impossibile agli occhi di questo popolo, sarà forse impossibile anche ai miei occhi?”
- è l'immagine/icona che ci ha accompagnato per tutta la settimana.-
2° giorno: dal profeta Zaccaria
“popoli numerosi e nazioni potenti verranno a Gerusalemme”
- molta gente è venuta a Vicenza per solidarietà e per manifestare; una nazione potente è venuta a Vicenza per occuparla.-
3° giorno dal libro di Neemia
Neemia, coppiere del re di Persia, in una posizione di grande prestigio, venuto a conoscenza della situazione della sua città distrutta, da ricostruire, dopo aver pregato e digiunato, così si rivolge al re:” se piace al re e se il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi, mandami in Giudea, nella città dove sono i sepolcri dei miei padri, perché io possa ricostruirla”.
- la nostra missione: salvare la città.-
- il Vescovo: “ non è più il tempo della testimonianza, ma il tempo della mediazione”.-
4° giorno: dal Vangelo di Luca
“In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa!”
- annunciare e costruire la pace! È il messaggio del Vangelo, è il compito del cristiano.-
- i cristiani di oggi: “ io sono favorevole alla pace, sono anch'io contro il Dal Molin, ma
non posso impegnare il mio gruppo, la mia parrocchia, la Chiesa”.-
5° giorno: dal Vangelo di Luca
“Guai a te, Corazin, guai a te, Betsaida ”
- guai a te, Vicenza! È il grido di disperazione, di rimpianto e di amore insieme.
- l'Amministrazione comunale: è terminata la stagione dei sogni, ora deve amministrare!-
Il ricordo più bello: un bacio con lo schiocco mandato da un camionista in corsa.
von: maria Datum: Freitag 02 Oktober 2009 - 22:47da sabato 3 Ottobre a domenica 8 Novembre il camper della Staffetta di Digiuno sarà in piazza Esedra (campo Marzo)
von: sconosciuto Datum: Samstag 03 Oktober 2009 - 22:32da oggi, sabato 3 ottobre, il camper della staffetta di digiuno sarà fino all'8 novembre, in Piazza Esedra (Campo Marzo).
"Un turbinio di persone e di storie, da scriverci un libro..." ha detto Gigliola Tuggia che vi ha trascorso il suo giorno di digiuno.
Con lei c'era Elio Bollettin, arrivato da Bologna, al primo di sei giorni di digiuno.
Lunedì, martedì e mercoledì vi digiunerà anche don Maurizio Mazzetto che
LUNEDÌ E MARTEDÌ, ALLE ORE 20.00 CONDURRÀ UN MOMENTO DI PREGHIERA.
Gruppo Digiuno per la Pace
digiunoepace@interfree.it
cell. 333 3410606
von: maria Datum: Dienstag 06 Oktober 2009 - 06:42inviato da Gigliola Tuggia dopo il suo giorno di digiuno
Piazza Esedra
Non ne sa nulla di chiesa e di preti, M., non si interessa in modo particolare del Dal Molin o della pace, corre e cerca di non impazzire da quando è in cassa integrazione a zero ore.... Molte cose sono state e sono faticose nella sua vita e la solitudine è sua compagna costante.
Corre su e giù per la citta, M., e passa spesso per Viale Ferrarin nei giorni di digiuno di don Albino Bizzotto. Non sa chi è e non gli dice nulla quella roulutte piazzata in quel posto rumoroso e inquinato.
Passa e ripassa e non può fare a meno di leggere quei numeri che scorrono un giorno dopo l'altro: 1° giorno di digiuno, 2° giorno, 3° giorno...
Si incuriosisce, M., e continua a passare e a veder aumentare quei giorni.
Al 7° giorno non ce la fa più "Devo assolutamente andare a vedere come sta quel pazzo di prete".
Inquieto, preoccupato, si fa coraggio, M., ed entra nella veranda della roulotte e comincia a parlare con quel prete strano...
Da quel giono M. diventa il "compagno dei digiunatori"!
Passa e ripassa nelle varie postazioni del camper nel periodo successivo, fino a Piazza Esedra. Passa e ripassa, si siede, parla, ascolta, sta con quelli che pregano, anche se dice di non capirci nulla, ogni tanto va a casa a mangiare (e si scusa con i digiunatori!), poi torna, perchè deve stare con loro, deve sapere come stanno....
Caro M., che ti inquieti e ti preoccupi dei digiunatori, che fai loro compagnia e ti sorprendi ascoltando, che dici di non capirci nulla......
Tu ci insegni ad inquietarci per le nostre città e per chi le abita, tu ci insegni a non passare accanto indifferenti, a prenderci cura, ad ascoltare, a lasciarci trasformare...
Potessimo passare accanto alle nostre città e divenire /accorti del dolore/, consapevoli delle violenze, preoccupati e responsabili, in lotta nonviolenta contro ogni base di morte e di guerra, contro tutto ciò che crea ingiustizie e disastri negli uomini e nell'ambiente.
Vorremmo abitare le nostre città, sostare in esse, ascoltarne l'appello, unirci al digiuno di pace di tanti, in tanti modi....
"/Domandate pace per Gerusalemme... /(Sal. 122,6)":
vogliamo pace per Vicenza, città militarizzata, per Crotone, città violentata, per Gaza, dimenticata, per Lhasa tenuta nascosta, per ogni città dell'uomo, per ogni uomo....
Gigliola
Grazie, M., per esserti fermato, per esserti preoccupato, per la tua compagnia che diventa presa in carico, anche se piccola, silenziosa.....
Vicenza, 4 ottobre 2009
/San Francesco, uomo di pace/
von: maria Datum: Freitag 09 Oktober 2009 - 21:00“LA PICCOLA VIA”
Siamo in Piazza delle Poste - altrettanto centrale e frequentata dai cittadini di passaggio – la sera del 1 ottobre 2009, per l' ORA DI SILENZIO per la Pace, in solidarietà con coloro che stanno facendo il DIGIUNO per la Pace.
Davanti ai miei occhi - benedetti - due partecipanti tengono distesa la bandiera-arcobaleno della Pace, dove, in questo caso, è stampata in grande la parola “Nonviolenza”.
Più in là, nella piccola via che da questa Piazza porta alla Piazza dei Signori (o, meglio, alla Piazzetta Palladio, attigua), avevo notato, esposta in fuori, da una finestra, la bandiera italiana, bianca, rossa e verde.
Formulo, così, questo pensiero: quando la “Nonviolenza” indicherà la via della vita, vale a dire la via della giustizia e della pace e proteggerà il nostro paese dall'insipienza generale e dalla stoltezza dei governanti, allora anche la nostra piccola e cara Vicenza, ammirata in tutto il mondo per le sue bellezze palladiane, sarà salva.
Ma, appunto, bisogna rientrare in sé per capire tutto questo: bisogna fare un po' di silenzio e di digiuno.
Bisogna pensare “in grande”, mentre bisogna amare “in piccolo” (cioè nel concreto; “Pensare globalmente e agire localmente” diceva qualcuno, qualche anno fa). In particolare bisogna amare “i piccoli” e “le piccole vie”, non meno essenziali delle grandi. Anzi.
Così ci ha insegnato santa Teresa di Gesù Bambino, la cui memoria ricorre oggi. Fedele al Vangelo, ha tracciato una una strada, anzi una stradicciola, una “piccola via”, che assomiglia tutto a quella piccola via che sta davanti a me: Via Muschieria, davanti alla quale abbiamo posto una parola-bandiera che indichi la direzione giusta: la “Nonviolenza”.
Altri hanno pensato “in grande”, ... ma in tutt'altro modo. Alzo gli occhi verso l'orrido edificio (fascista) delle Poste, e mi viene alla mente l'epoca e la retorica del “ventennio”, che voleva allargare, con le armi, il nostro “spazio vitale”, e portare ad altri la nostra, ovviamente superiore, civiltà romana.
Sopra le due colonne che fiancheggiano la facciata, stanno due statue, un uomo e una donna. Dalla mia postazione vedo la donna, tipicamente “imperiale”, la quale ha, tra la spalla destra ed il braccio, due... colombe che volano verso il cielo.
Sono, forse, le stesse “colombe della pace”? di biblica e nonviolenta memoria? Al contrario: rappresentano la contraffazione della pace; quella, appunto, degli “imperi”. Quella, attualissima, riesumata da un Presidente americano che voleva allargare e difendere lo spazio vitale e la difesa degli interessi del proprio paese, a scapito degli altri, “ovunque siano minacciati” (come recitava la “Dottrina della sicurezza nazionale” dell'era Bush).
Che cosa ci vorrebbe, per rimettere le cose a posto? per non falsificare le parole e inquinare il pensare degli uomini?
Eccolo, il suggerimento giusto arriva, basta “guardare”. Passa di fianco a noi (per fortuna è ben sigillato e non lascia i suoi “profumi”) un piccolo camion, con una scritta bene in evidenza: “Energica spurghi”.
Sorrido, anzi rido, tra me e me. Perché sì, ci vuole proprio una bella ripulitura di tutte le sozzure che hanno infestato e ammorbato il nostro cuore, le nostre menti, la nostra vita
Fare digiuno e fare silenzio può aiutarci in questa energica opera di spurgo.
don Maurizio Mazzetto
von: maria Datum: Freitag 09 Oktober 2009 - 21:02“L’arma più potente del nostro arsenale è la speranza degli esseri umani,
la convinzione che il futuro appartiene a chi lo costruisce,
non a chi lo distrugge,
la fiducia che i conflitti possono terminare
e che una nuova alba può sorgere…”
(Barack Obama, discorso alle Nazioni Unite, 23.09.09)
Con l’impegno di tenere accesa questa fiaccola della speranza per una pace possibile e costruire un’umanità finalmente disarmata e pacificata i “Beati Costruttori di Pace di Trieste” proseguono nell’iniziativa del digiuno a staffetta per la pace, contro la costruzione della base militare di Vicenza Dal Molin e contro ogni forma di riarmo militare.
Per coordinare la propria azione e riflettere su “PACE NELLA STORIA CONTEMPORANEA” il gruppo si incontra ogni due settimane presso la parrocchia B.V. Addolorata in p.zzale Valmaura n. 7 (referente fr. Antonio M. Santini tel 349/2227403 – Parrocchia 040812217).
Gli incontri di ottobre avranno luogo giovedì 8 e giovedì 22 alle ore 20.00.
Inoltre, sempre più consapevoli di dover cercare in tutti i modi “il silenzio delle armi” il gruppo sta facendo settimanalmente “UN ‘ ORA DI SILENZIO”in azione sintonica e simultanea con il gruppo di Vicenza “digiuno e pace”.
Segue, infine, con grande interesse e partecipazione solidale la grande MARCIA MONDIALE PER LA PACE E NON VIOLENZA, che il giorno 2 ottobre ha preso avvio dalla Nuova Zelanda e passerà anche per la nostra città il giorno 7 novembre, preparandosi ad esprimere il massimo appoggio a quanti si sono impegnati in questa processione gandhiana attraverso tanti paesi del pianeta, a diffondere ovunque il seme della pace.
“LA PACE E’ L’UOMO
E quest’uomo è mio FRATELLO,
il più povero di tutti i miei fratelli”
(David Maria Turoldo) “I Beati Costruttori di Pace di Trieste”
von: maria Datum: Donnerstag 15 Oktober 2009 - 22:27RICEVIAMO DAI BEATI I COSTRUTTORI DI PACE DI TRIESTE:
LASCIAR PARLARE LA PACE
“COME SONO BELLI I PIEDI
DEL MESSAGGERO DI LIETI ANNUNZI
CHE ANNUNZIA LA PACE (ISAIA, 52,7)”!
Una grande processione gandhiana di messaggeri di pace preannuncia il suo passaggio nella nostra città sabato 7 novembre ’09 con la MARCIA PER LA PACE E LA NON VIOLENZA.
Un lungo cammino di persone di diversa provenienza, cultura e religione, attraverso cento paesi di tutti i continenti del pianeta, annunciatori di un messaggio universale. Questo messaggio sarà ovunque scandito dal richiamo alla responsabilità storica di rinunciare alla guerra come mezzo per la risoluzione dei conflitti, arrestare ogni forma di riarmo e seminare una coscienza di pace nel cuore dei popoli. E’ giunta l’ora di poter realizzare questa speranza di pace, facendo della non violenza un comportamento quotidiano ed un impegno personale per il cambiamento della società.
“L’ARMA PIU’ POTENTE DEL NOSTRO ARSENALE
È LA SPERANZA DEGLI ESSERI UMANI,
LA FIDUCIA CHE I CONFLITTI POSSONO TERMINARE
E CHE UNA NUOVA ALBA PUÒ SORGERE…”
(Barack Obama, discorso alle Nazioni Unite il 23.08.’09)
Per tenere accesa la fiaccola della speranza con l’impegno di suscitare sempre più attenzione e partecipazione ad un vero cammino di pace, i “Beati costruttori di pace di Trieste” proseguono nell’iniziativa del digiuno a staffetta e del silenzio settimanale.
L’ora di silenzio per “fare tacere le armi” si svolge, in azione sintonica e simultanea con il gruppo di Vicenza “Digiuno e pace”, tutti i giovedì preso la parrocchia B.V. Addolorata di Piazzale Valmaura 7 ( referente fr. Antonio M. Santini – tel. 349/2227403 – parrocchia 040/81217).
L’ora di silenzio di giovedì 5 novembre, ormai alla vigilia dell’arrivo della “MARCIA MONDIALE PER LA PACE E LA NON VIOLENZA” si svolgerà davanti alla RISIERA DI S: SABBA con la lettura di testi sulla pace.
Intendiamo esprimere il massimo appoggio e collaborazione a quanti con noi si impegneranno in una radicale opzione a favore della pace, proclamando ad alta voce e in tutte le lingue che “NESSUNA GUERRA È GIUSTA, NESSUNA GUERRA È UMANITARIA, NESSUNA GUERRA È INTELLIGENTE E CHE LA GUERRA PREVENTIVA È UNA PERVERSIONE POLITICA CONTEMPORANEA” (Lettera aperta ai Cristiani di Vicenza).
“PENSARE CHE NELL’ERA ATOMICA
LA GUERRA POSSA ESSRE UTILIZZATA COME STRUMENTO DI GIUSTIZIA
E’ AL DI FUORI DI QUALSIASI RAGIONEVOLEZZA
(ALIENUM A RATIONE – FUORI DI TESTA)” (Giovanni XXIII – Lettera enciclica “pacem in terris”).
I BEATI COSTRUTTORI DI PACE DI TRIESTE
von: sconosciuto Datum: Sonntag 18 Oktober 2009 - 19:54“GO OUT AND BE YOU”
Sono arrivati, eccome, i bambini piccoli, in Piazza (dei Signori), stasera! E' il loro ritrovo, almeno per quelli che stanno in città. Non hanno strade tranquille da poter frequentare con le loro piccole bici (e, talora, tricicli). Ma qui possono andare sul sicuro: non vi sono le auto; se non, talora, quelle della Polizia urbana o dei Carabinieri, che ci guardano...
Stiamo facendo, infatti, l'Ora di silenzio e l'appuntamento del giovedì ci vede radunati in piedi, raccolti in cerchio e muti.
È arrivato, da fuori città, anche Vittorio. In bicicletta, pure lui: ... come un bambino. “Se non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli”. No, non ci entreremo. Come si fa ad entrare nel “regno di giustizia e di pace”, di cui dicevano le promesse di Dio e le Scritture che le contengono, se non ci “con-vertiamo”, se non cambiamo, cioè, strade, mezzi, strumenti? Se non “in-vertiamo” la rotta, imprimendo una svolta al nostro andare e alla nostra direzione (mentre proseguiamo sempre diritti, sempre di più verso il progresso, la velocità, il consumo)?
Non è tempo, forse, di mettere in discussione le nostre certezze e sicurezze (e agi), e viaggiare più “leggeri” (come avviene ... con la bicicletta), alla ricerca di un nuovo equilibrio da cercare costantemente (come avviene... in bicicletta)? un nuovo giusto equilibrio in noi stessi e fra noi umani, fra l'uomo e la natura, fra l'uomo e la divinità? Non sono queste le premesse indispensabili per un mondo pacifico, disarmato, equo?
Madeleine Delbrel parlava a tal proposito di una “Spiritualità della bicicletta”:
“Andate...” dici a ogni svolta del Vangelo.
Per essere con Te sulla Tua strada occorre andare
anche quando la nostra pigrizia ci scongiura di sostare.
Tu ci hai scelto per essere in un equilibrio strano.
Un equilibrio che non può stabilirsi né tenersi
se non in movimento,
se non in uno slancio.
Un po’ come in bicicletta che non sta su senza girare
(...)
La condizione che ci è data è un’insicurezza universale
(...)
Noi non possiamo star dritti se non per marciare,
se non per tuffarci,
in uno slancio di carità.
(...)
Tu ti rifiuti di fornirci una carta stradale.
Il nostro cammino si fa di notte.
Volge la sera, e abbuia presto stasera: l'autunno avanza e la notte è vicina. Si illuminano prima le luci delle vetrine. L'occhio cade su una di esse, che porta, stampata sul vetro in vistosi caratteri, tali parole-invito (a comprare): “Go out and be you”. Uscire ed essere se stessi (... cioè migliori degli altri, con questi capi firmati). Ma chi siamo? O, meglio, chi stiamo diventando? “Come bambini”?
don Maurizio Mazzetto
Vicenza, 8 ottobre 2009
von: maria Datum: Samstag 07 November 2009 - 00:08GLI ESERCIZI SPIRITUALI. Il mio digiuno pubblico
(Primo esercizio).
Nel Vangelo, Gesù invita a digiunare “nel segreto”, in umiltà e nascondimento, come esperienza di penitenza e di purificazione, così come consigliavano, in sintonia con la Legge mosaica, i maestri spirituali del tempo.
Ma è venuto un tempo nel quale altri maestri spirituali, come Gandhi, ad esempio, ci hanno insegnato che esiste pure, accanto al primo, un digiuno “politico”, il digiuno come forma di protesta e azione nonviolenta.
Qui l'accento cade sul messaggio da lanciare. Il digiuno diventa un grido, muto ed eloquente ad un tempo, rivolto alla società degli uomini. Espressione di una proposta di cambiamento, non solo individuale ma anche sociale.
Allora il digiuno avviene “in pubblico”. Non per esporre, orgogliosamente e presuntuosamente, le proprie capacità (superiori), bensì - in tutta umiltà (e fragilità, quella data da un corpo indebolito dalla mancanza di cibo) - per parlare, non solo con le parole ma con tutto il corpo, alla società che si ama e si vorrebbe diversa. Atto di amore, di donazione, di offerta di sé, per il miglioramento del vivere comune. Gesto che convalida il proprio dire ed il proprio operare per la giustizia e la pace e la salvaguardia del creato.
In questo caso, e in questo senso, il digiuno assume significato solo se è “visibile”, e collegabile ad altre azioni (di protesta e proposta). Isolato e sconosciuto non significa nulla. Mentre assume e nel contempo da forza ad altre scelte di impegno sociale.
(Secondo esercizio).
Con questi pensieri, scendo, il 5 ottobre 2009 – primo anniversario della Consultazione popolare autogestita sulla questione del Dal Molin! - dal colle amato di Monte Berico verso il Campo Marzo, dove mi aspetta il Camper con Elio che sarà il mio caro compagno di digiuno nei prossimi giorni.
Uno sguardo al Santuario, e un pensiero alla Madonna “che protegge la città di Vicenza”.
Camminando a fianco dei Portici, scorgo la grande cupola della Cattedrale: non posso non pensare ad una Chiesa Diocesana, la mia Chiesa, così pavida, nelle sue espressioni più rappresentative, nello schierarsi “oggi e qui”, per quel “Regno di giustizia e di pace” che lei, discepola di Cristo, è chiamata ad annunciare e a testimoniare. Prego, in silenzio e camminando, per lei.
(Terzo esercizio).
Giungo a quel Campo (Marzo) che non ha a che fare - come qualcuno sosteneva erroneamente nel passato - ... con la guerra (“Campo di Marte”, riandando all'epoca di Vicetia e al dio romano della guerra), bensì con la zona acquitrinosa (“campus marcius”) creata, nel passato dalle acque piovane e dalle inondazioni del vicino Retrone. A dire il vero, la guerra ha interessato questo ameno luogo cittadino, poiché nel secondo conflitto mondiale del '900, molti alberi qui furono abbattuti o danneggiati nei ripetuti bombardamenti aerei della città. Le guerre, si sa, devastano tutto: senza risparmiare uomini, animali, alberi, terreni, ...
Quanti e quali ricordi personali legati a questo luogo!
Non solo, quelli infantili, delle scorribande sulle giostre durante la “Festa dei Oto”, dedicata alla Madonna di Monte Berico;
ma anche, e soprattutto, quelli inerenti l'Azione artistica-sociale denominata “The Wandering Cemetery” (http://www.antersass.it/wandering_cemetery). È qui, infatti, che essa si è conclusa, quella notte del 9/10 giugno 2007, prima di formare il “Cimitero di guerra” installato sul Colle della Commenda: nel prato che vedo alla mia sinistra, mentre mi incammino verso il Camper dei digiunatori.
(Quarto esercizio).
Già la prima mattina siamo visitati da Vittorio, che parte di buon ora da Costabissara in bicicletta (con la bandiera della pace appesa ad un'asta), viene in città, si ferma alla Messa al Villaggio del sole, poi – come mi racconta – fa “sette giri” attorno alla Piazza Duomo: ... chissà che qualche monsignore della Curia (o il Vescovo stesso) si accorgano, e si ricordino che esiste un “problema” (della pace) qui in città; e che c'è un vuoto, grave, nella testimonianza cristiana della nostra Diocesi nel suo insieme. Così fa Vittorio, ogni mattina.
Si ferma a chiacchierare, ed io lo ascolto volentieri.
Mi racconta che suo padre... il 10 giugno 1940 (quel fatidico 10 giugno dell'entrata in guerra dell'Italia) tornò a casa con la notizia che un giovane, che studiava con la sorella di Vittorio all'Università di Verona, si rifiutò di farsi arruolare per la guerra: “Quello sì che che ha avuto coraggio! È il primo obiettore di coscienza del nostro paese!”, diceva il padre.
La famiglia abitava proprio in centro città (nell'attuale Piazza delle Poste), e Vittorio, allora ragazzo, “serviva Messa”, come chierichetto, in Duomo.
Mi racconta del padre, antifascista, arrestato e incarcerato per tre giorni, tra le apprensioni dei famigliari.
Ottima scuola, la sua, che ha dato buoni frutti.
(Quinto esercizio).
Scorrono, poi, le ore del giorno, con diverse e variegate visite: ciascuno, spesso, scarica qui il proprio io, il proprio bisogno di ascolto, la necessità di “dire la propria” sulle questioni (della pace e del movimento di resistenza al Dal Molin), ma anche di comunicare il proprio fardello di vita. Forse, o senz'altro, il fatto di essere un sacerdote mi favorisce.
Ma, ogni tanto, osservo le più variopinte figure mi passano davanti agli occhi. Questa è una posizione interessante per osservare il mondo degli umani. Alcuni, in passeggio, vengono dal viale centrale di Campo Marzo: pensionati che cercano di occupare il tempo, anziani con la compagnia del cagnolino, giovani sbandati e pieni di birra, immigrati senza lavoro che parlano in lingue a me sconosciute; altri, i più, provengono, in fiumana, dalla vicina stazione: studenti, impiegati, gente in viaggio per lavoro, belle signore con tacchi alti e impossibili, e così via. Ognuno con la sua foggia nel vestito e con la sua particolare andatura (quanti modi di camminare vi sono!).
Ah, “Il mondo è bello perché è vario” si diceva tempo fa, con quel senso, elementare, di umanità e tolleranza che oggi rischiamo di perdere del tutto, a tal punto si va diffondendo la xenofobia, l'omofobia, la paura del diverso, anzi la paura e basta. Un volto diverso dal nostro ci fa già paura, ci chiude in noi stessi, se non, talora, ci ripugna, facendoci allontanare o scontrare gli uni gli altri. Perché? A me la varietà fa sorridere (o, in certi casi, piangere). Rimango stupito; e imparo.
(Sesto esercizio)
Cala la sera. Per fortuna questo ottobre è, finora, mite, ed il freddo, che il digiuno aumenta nel corpo, non si fa sentire più di tanto. Ci vestiamo solo un po' di più, e attendiamo gli amici per la preghiera fissata per le ore 20. Si raduna un gruppo di persone, sotto il gazebo.
Si medita la Parola di Dio del giorno. Soprattutto il profeta Giona, inviato a Ninive, “la grande città”, per la conversione della stessa. Egli fugge, ha paura (di rimetterci la pelle), preferisce declinare l'invito: ma così non fa altro che aumentare il male ed il pericolo (la nave su cui si imbarca per andare lontano rischia il naufragio). La (nostra) de-responsabilizzazione aggrava i problemi del mondo, si diceva. Nessuno può e deve tirarsi fuori.
Si prega, con don Tonino Bello, con le sue sempre luminose, profonde, “pro-vocatorie”, quanto suggestive e poetiche, intuizioni spirituali.
(Settimo esercizio)
La notte, in camper, trascorre tranquilla, almeno per me. Un po' meno per Elio, che non dorme bene; infatti al mattino non è in forma, ma recupererà le forze nel pomeriggio, dopo un bel riposo.
La giornata trascorre serena, con molte visite di amici (due amiche di Pax Christi vengono apposta da Verona) e nuove persone che scoprono l'iniziativa del Digiuno pubblico per la prima volta. Arriva una signora anziana con la sua cagnolina. È nata nel 1914, ed ha passato, mi dice, “due guerre”: ... non ne vuole altre! Capisco la sapienza popolare che c'è nella nostra gente e l'insipienza dei politici, magari a loro volta strumentalizzati, ma che infinocchiano, con discorsi retorici e falsi, tanti cittadini inconsapevoli e distratti. Una volta come oggi.
Mi dedico, nei momenti “liberi”, a leggere qualcosa. Michele, in visita, mi ha regalato un libro sulla libertà di coscienza, così tanto proclamata e difesa, all'inizio, nelle democrazie occidentali, e, poi, messa seriamente in discussione e smentita nei comportamenti seguenti. Leggo pure i commenti lasciati dai visitatori nel quadernone del Digiuno: “Sempre resistere”, ha lasciato scritto Micol. Brava, ben detto!
Alla sera, la seconda occasione di preghiera comune. Leggiamo ancora il profeta Giona, il quale, al secondo appello del Signore, risponde, e va': “ 'Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta'. I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo”. Per evitare la distruzione (... anche noi lo vogliamo veramente, e non ce ne importa più nulla? talvolta me lo domando), si convertono (cioè cambiano vita), facendo... un “pubblico digiuno”. “... ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani...”: dalla malvagità alla benevolenza verso gli altri, dalla violenza alla nonviolenza. Solo attraverso queste strade c'è la salvezza, per tutti. La Parola ci parla, per l'oggi, eccome!
Con noi, stasera, c'è anche un amico, il pastore presbiteriano statunitense Frank Gibson, residente in California, ma in visita in Italia ogni tanto, dal momento che la moglie, conosciuta al tempo in cui lui era militare alla Ederle..., è di Thiene. Lo presento e lo invito ad intervenire, a dire qualcosa della sua... “conversione”, della sua attività per la pace. Fa accenno al fatto che determinò il suo radicale e definitiva conversione alla Pace: la Marcia su Washington, con il pastore Martin Luther King (era il 28 agosto 1963; “I have a dream...”, ricordate?). Frank ci nomina il suo motto di vita, una frase dello stesso King: “Credo fortemente che la verità non armata e l'amore senza condizioni avranno l'ultima parola nella realtà”. Siamo con lui. La stessa fede ci unisce.
Seguono altri interventi, tutti interessanti. Poi terminiamo con la recita del “Credo” di Dietrich Bonhoeffer, sempre supremo nella profondità dei pensieri e della fede.
Seconda notte in camper.
(Ottavo esercizio)
Il mattino del terzo giorno, al risveglio, prima che arrivi la gente, è propizio per una conversazione con Elio, di cui ammiro la generosità, l'essenzialità, la mitezza, la spiritualità. Mi racconta della sua, non facile, vita, fin dall'infanzia. Del suo atteggiamento di ora, delle sue frequentazioni e dei suoi nutrimenti spirituali. Ascolto e imparo.
Mi sento bene, solo un po' di sonnolenza e di debolezza, tipiche del digiuno prolungato. Rifletto e mi vado convincendo sempre di più di ciò che ho sempre detto quando qualcuno di noi si lamenta che... “ha fame”: “Noi non abbiamo fame, bensì appetito. La fame è un'altra cosa!”. A dire il vero, in questi tre giorni (che sono, peraltro, pochi), io non ho neppure fame, non ho brama di mangiare. Così mi vengono, in mente le parole dell'apostolo Paolo (che mi hanno sempre colpito, ed educato): “So vivere nella povertà come so vivere nell'abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all'abbondanza e all'indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza” (Lettera ai Filippesi 4, 12-13).
La giornata trascorre tra visite, incontri, parole e sguardi. Verso sera, prima del mio rientro in Parrocchia (dove celebrerò l'Eucaristia un po' giù di voce, ma - me lo sentivo - uno sguardo più penetrante, derivato dall'essere purificato), viene a trovarmi Maria, con sua madre. Sono i suoi occhi puri, quelli di un'adolescente in cerca della vita e del suo significato, che mi restano impressi alla fine di questi giorni di digiuno; mentre, lentamente, con lo zaino, risalgo il colle da cui ero partito.
“Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” (Mt 5, 8). Vedere è tutto (il resto, poi, cresce da sé). Ma per poterlo fare è necessario lasciarsi “accecare” dalla verità e dalla nonviolenza (che sono “antiche come le montagne”, diceva Gandhi), con “il pensiero, il cuore, la volontà, l'impegno, l'immaginazione”, così come mi scriveva un'amica, poco prima che partecipassi a questa (piccola) azione per la Pace. E con le sue parole vorrei terminare questo racconto dei miei... “Esercizi Spirituali”:
“Che la vostra presenza accechi il passante,
che il vostro silenzio assordi l'orecchio dell'indifferente,
che la vostra preghiera contamini la mente di chi non vuol capire,
che i vostri versi salgano in alto.”
Così sia!
don Maurizio Mazzetto
Vicenza, 5-7 ottobre 2009
von: maria Datum: Samstag 07 November 2009 - 00:09IL PIANTO SULLA CITTA’ CHE SI CHIUDE ALLA PACE.
“Quando fu vicino, alla vista della città, Gesù pianse su di essa dicendo:se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace”
(Lc, 19,41-42)!
La più grande marcia mondiale che mai sia stata realizzata per la pace e la non violenza preannuncia il suo arrivo a Trieste sabato 7 novembre ’09.
Anche la nostra città si dispone a ricevere gioiosamente la staffetta della pace come responsabilità storica a costruire la città solidale ed una umanità finalmente disarmata: popoli che si incontrano nel dialogo, civiltà che scoprono la reciproca ricchezza, religioni capaci di cogliere la preziosa complementarietà di strade diverse che tutte conducono al Monte Santo di Dio. E’ solo un sogno?
Una generale mobilitazione delle coscienze riaccenda nel cuore di tutti il desiderio e l’impegno a costruire la pace con la consapevole convinzione che “nessuna guerra è giusta, nessuna guerra è umanitaria, nessuna guerra è intelligente e che la guerra preventiva è una perversione politica contemporanea” (lettera aperta ai Cristiani di Vicenza).
Molte le iniziative a sostegno della Marcia Mondiale e proiettate, oltre la stessa, a dare continuità a questo impegno come la recente costituzione, anche a Trieste, della TAVOLA PER LA PACE, luogo di incontro e convergenza di associazioni e gruppi impegnati a costruire la pace, con la promozione della giustizia e della solidarietà.
“Far tacere le armi per lasciar parlare la pace” è la nota melodica scelta dal GRUPPO TRIESTINO dei “BEATI COSTRUTTORI DI PACE” per salutare il passaggio di questi messaggeri di lieti annunzi. (Is. 52,7).
Per questo essi proseguono, in sintonia con il gruppo “Digiuno e pace” di Vicenza, l’iniziativa del digiuno a staffetta e dell’ora del silenzio settimanale presso la parrocchia B.V. Addolorata di Piazzale Valmaura 7.(ogni giovedì dalle 19 alle 20).
L’ora di silenzio di giovedì 5 novembre, ormai alla vigilia dell’arrivo della “Marcia mondiale per la pace e la non violenza”, avrà luogo davanti alla Risiera di S.Sabba e sarà intercalata dalla lettura di testi sulla pace.
“Non importa chi tu sia
uomo o donna
vecchio o fanciullo
operaio o contadino,
soldato o studente o commerciante:
non importa quale sia
il tuo credo politico
o quello religioso:
se ti chiedono qual è la cosa
più importante
per l’umanità
rispondi
prima
dopo
sempre
LA PACE “
(Li Tien Min – Poesie e canti di pace – ed.- Guanda)
“BEATI I COSTRUTTORI DI PACE” di Trieste.
von: maria Datum: Samstag 07 November 2009 - 00:11Ci avviamo alla conclusione di questa intensa e nuova esperienza della Staffetta di Digiuno, iniziata in agosto con i 14 giorni di don Albino Bizzotto, affiancato da molti digiunatori che in maniera informale hanno dato il via alla Staffetta.
Da agosto hanno digiunato circa duecento persone. Tra loro, una significativa presenza di sacerdoti e religiose e più in generale, una rappresentanza del movimento contro la Base militare, come sempre trasversale ad appartenenze ideologiche e credo religiosi.
Domenica 8 novembre sarà l'ultimo giorno della Staffetta di Digiuno.
La Staffetta infatti ha trovato nella Tappa vicentina della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, la sua naturale conclusione, anche con la partecipazione alle iniziative organizzate per l'occasione.
Alcuni di noi saranno al Canneti, al momento di meditazione interreligiosa dalle 10,00 alle 12,00. Contemporaneamente altri partiranno a piedi da Longare per accompagnare Turi Vaccaro nella sua ultima tappa dei 1500 km iniziati a Napoli il 6 agosto, percorsi a piedi alla media di 20 km la giorno, per concludersi in questa occasione a Vicenza. /(ricordiamo che l'anno scorso è stato protagonista di una analoga iniziativa con il monaco buddhista Morishita: da Comiso e Sigonella (Sicilia) fino a Vicenza per ricordare i 25 anni della lotta contro gli euromissili, per protestare contro il triplicamento della base USA di Sigonella e per solidarizzare con l'opposizione alla nuova base USA in costruzione a Vicenza. Allora circa un centinaio di persone si unirono a loro nell'ultima tappa: Longare-Vicenza.)
/Al pomeriggio/, /oltre che alla postazione del Camper del Digiuno in piazza Esedra, saremo nei vari raggi colorati che attraverseranno la città per confluire a Monte Berico in una umanizzata bandiera di Pace. /
/Si conclude la Staffetta di Digiuno, ma _continuerà_ l'iniziativa di Un'Ora di Silenzio, l'appuntamento che ci unisce ogni Giovedì dalle 18,00 alle 19,00 in piazza dei Signori ( o in piazza delle Poste Centrali) in un silenzioso ma comunicativo Cerchio di Testimonianza per la Pace.
Ci ritroveremo anche Domenica 29 Novembre, Prima Domenica di Avvento, per una Giornata di Digiuno per la Pace organizzata con il Coordinamento Cristiani , ospiti della Parrocchia dei Servi, presso l'oratorio di San Nicola, dalle 9,00 alle 18,00 circa ( per il programma dettagliato comunicheremo in seguito).
Ricordiamo che in questi mesi ci hanno accompagnato con la loro solidarietà i Beati i Costruttori di Pace di Trieste impegnati in analoghe iniziative di Testimonianza.
Gruppo Digiuno per la Pace
digiunoepace@interfree.it
cell. 333 3410606
von: maria Datum: Montag 09 November 2009 - 17:12concludiamo questa intensa e nuova esperienza della
Staffetta di Digiuno, iniziata in agosto con i 14 giorni di don Albino
Bizzotto, affiancato da molti digiunatori che in maniera informale
hanno dato il via alla Staffetta.
Da agosto hanno digiunato circa duecento persone. Tra loro, una
significativa presenza di sacerdoti e religiose e più in generale, una
rappresentanza del movimento contro la Base militare, come sempre
trasversale ad appartenenze ideologiche e credo religiosi.
Domenica 8 novembre sarà l'ultimo giorno della Staffetta di Digiuno.
La Staffetta infatti ha trovato nella Tappa vicentina della Marcia
Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, la sua naturale conclusione,
anche con la partecipazione alle iniziative organizzate per l'occasione.
Alcuni di noi saranno al Canneti, al momento di meditazione
interreligiosa dalle 10,00 alle 12,00. Contemporaneamente altri
partiranno a piedi da Longare per accompagnare Turi Vaccaro nella sua
ultima tappa dei 1500 km iniziati a Napoli il 6 agosto, percorsi a
piedi alla media di 20 km la giorno, per concludersi in questa occasione
a Vicenza. /(ricordiamo che l'anno scorso è stato protagonista di
una analoga iniziativa con il monaco buddhista Morishita: da Comiso e
Sigonella (Sicilia) fino a Vicenza per ricordare i 25 anni della lotta
contro gli euromissili, per protestare contro il triplicamento della
base USA di Sigonella e per solidarizzare con l'opposizione alla nuova
base USA in costruzione a Vicenza. Allora circa un centinaio di persone
si unirono a loro nell'ultima tappa: Longare-Vicenza.)
/Al pomeriggio/, /oltre che alla postazione del Camper del Digiuno in
piazza Esedra, saremo nei vari raggi colorati che attraverseranno la
città per confluire a Monte Berico in una umanizzata bandiera di Pace. /
/Si conclude la Staffetta di Digiuno, ma _continuerà_ l'iniziativa di
Un'Ora di Silenzio, l'appuntamento che ci unisce ogni Giovedì dalle
18,00 alle 19,00 in piazza dei Signori ( o in piazza delle Poste
Centrali) in un silenzioso ma comunicativo Cerchio di Testimonianza per
la Pace.
Ci ritroveremo anche Domenica 29 Novembre, Prima Domenica di Avvento,
per una Giornata di Digiuno per la Pace organizzata con il
Coordinamento Cristiani , ospiti della Parrocchia dei Servi, presso
l'oratorio di San Nicola, dalle 9,00 alle 18,00 circa ( per il programma
dettagliato comunicheremo in seguito).
Ricordiamo che in questi mesi ci hanno accompagnato con la loro
solidarietà i Beati i Costruttori di Pace di Trieste impegnati in
analoghe iniziative di Testimonianza.
Gruppo Digiuno per la Pace
digiunoepace@interfree.it
cell. 333 3410606
von: maria Datum: Sonntag 22 November 2009 - 11:19risonanza di don Maurizio "Ora di Silenzio" di giovedì 19 novembre 2009
“TESSUTI DI ALTA MODA”
Sì, anche noi eravamo “Tessuti di alta moda”, come recitava la grande scritta davanti ai miei occhi, riferita
ad un notissimo negozio, il quale si affaccia, con le sue storiche vetrine, sulla Piazza dei Signori.
Quel negozio, per me, è legato a meravigliati ricordi infantili, nel vedere la soddisfazione del papà quando,
come suo regalo, vi accompagnava la mamma, affinché scegliesse, felicemente, qualcuna di quelle preziose
stoffe per farsi fare dalla sarta del paese un nuovo e sgargiante vestito.
Da lì ci scorge, e scruta, un commesso. Mi pare, dall'espressione, che provi, dentro di sé, un senso di
commiserazione o di contrarietà: probabilmente gli roviniamo l'attenzione dei passanti alle sue vetrine.
Ma non si rende conto che anche noi siamo... “tessuti di alta moda”?
“Tessuti”.
Il termine tessuto ha la stessa radice della parola testo, ossia “textus”, che significa intreccio, trama, ordito.
Pure noi formiamo un intreccio di corpi e pensieri. Il nostro disporci in forma circolare lo esprime
magnificamente. C'è un legame che tiene stretto le persone, collegandole le une alle altre, senza per questo
impedire ai nuovi a chi si vuole aggiungere di farlo; allargando, così, il cerchio.
Formiamo con quel filo che è ciascuno di noi un tracciato, anzi un disegno, eloquente: il cerchio. “Testo”,
si diceva: dunque “scrittura”, linguaggio. Infatti la trama che componiamo “dice” ciò che vogliamo
comunicare... in silenzio. Fare cerchio significa cercare l'unità, superare la divisione. Nella diversità delle
persone, così come possono essere differenti i fili, colorati, di un tessuto: “Convivialità delle differenze”, la
chiamò con espressione felice quanto, ormai, famosa don Tonino Bello.
Questa è una via della Pace. O “la via”? Per tutti. La separazione degli uni nei confronti degli altri e la
contrapposizione pregiudiziale non sono le sorgenti della lacerazione di quel tessuto che, come umanità,
formiamo? Non ci fanno venire in mente quella “tunica lacerata” che segnò la divisione tra gli uomini sotto la
croce del “mite”, del nonviolento che veniva ucciso?
“Di alta moda”.
Non bassa, volgare e grossolana, ordinaria e appiattita sull'esistente, ma raffinata, da un lungo pensare,
riflettere, cercare, ascoltare, indagare, praticare, addestrarsi, fare esperienza ed esperimenti (con “la Verità”,
diceva Gandhi). La Pace ci richiede un lavoro continuo e profondo, uno scartare ininterrotto le strade
sbagliate, quelle che rovinano le relazioni... e strappano il vestito.
“Moda”, sì. Moda deriva da “modus”, costume, stile. Anche noi lo cerchiamo. Uno “stile di vita”, nuovo. E
“alto” (che, poi, significa spesso: più “basso”, semplice, diretto, piccolo “... è bello” ). Nuove pratiche (di
vita), nuovi percorsi, nuove scelte, talora anche “controcorrente”, che ci fanno apparire ... “fuori moda”;
tanto, di solito, ci si adegua a ciò che fanno (e vestono, soprattutto nella mente) tutti gli altri.
Un “modus vivendi” nuovo è necessario alla Pace. Senza di esso non la si potrà mai raggiungere. Ci vuole
una “conversione”, cioè un cambiamento, comune, di rotta, una diversa modalità (del vivere). Qualcuno
parla di “decrescita” (felice). Pena la distruzione (non solo della natura, che ci nutre; ma anche di noi stessi,
della nostra “specie”). Spontaneamente richiamo alla memoria il Vangelo ascoltato al mattino, nell' Eucaristia
del giorno e lo collego con questi miei pensieri: “Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della
città, pianse su di essa, dicendo: “Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace! Ma
ormai è stata nascosta ai tuoi occhi. (...)” (Lc 19,4142).
Lui pianse, e anche noi piangiamo stasera sulla città: in silenzio, con il silenzio. Qualcuno del gruppo ha
preparato un grande striscione (di... tessuto ... povero ma ricco di significato), dove ha riportato le parole che
avevamo letto in un brano che concludeva una delle nostre “Ore di silenzio per la Pace”: “Il silenzio è il
pianto più forte del mondo”. Molti dei passanti si fermano e le leggono. Ammutoliti, e pensosi. Forse questo
“silenzio in Piazza” che è un pianto può contribuire alla ricostruzione di quel tessuto strappato e umiliato,
affinché torniamo tutti ad essere... “Tessuti di alta moda”?
Maurizio Mazzetto
Vicenza, 19 novembre 2009
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Nuova localizzazione del camper della Staffetta di Digiuno.
Da sabato 26 settembre fino a data da destinarsi, la postazione della Staffetta di Digiuno si trova ael'incrocio di Viale del Sole con via Battaglione Granatieri (primo semaforo dall'Albera verso l'autostrada casello ovest).
Al camper ci si può iscrivere alla staffetta di digiuno.
Siete i benvenuti anche solo per un saluto.